La Villa che non c'e'

File Musicale
 
(G.Perno/E.Bennato)
 
Seconda uscita a destra / prendi la stradina
e poi dritto / fino a villa cristina
poi la strada / la trovi / da te
perche’ un’altra / che ci arrivi / non c’e’
 

Forse il cartello / ti e’ parso un poco strano

forse hai temuto / di andare contromano
ma ora sei / quasi convinto / che
in tangenziale / villa cristina / non c’e’
 

E a pensarci / che pazzia

quanti soldi / che hai buttato via
per l’acquisto / di un navigatore che
sa la strada / ancor meno / di te
 
Son d’accordo con voi / non esiste un motivo
per tagliare / un concerto / cosi’
e se c’era un cartello / con su scritto “strada chiusa”
come mai / solo tu / sei finito a Leini’? / a Leini’?!?!
 

E non e’ / un’invenzione

e neanche / un gioco di parole
sai, ce l’ha / confermato / Antonella
con Sabrina / sei andato in camporella
 
Son d’accordo con voi / non ci son spiegazioni
qui dobbiamo / rifar / le elezioni
come puo’ uno cosi’ / la corale guidare
se non sa / neanche lui / dove andare? dove andare!?!
 
Seconda svolta a destra / prendi la stradina
e poi dritto / fino a villa cristina
non ti puoi / sbagliare / perche’
quella e’ l’unica casa / che vedi / davanti a te
 
E ti prendono in giro / se continui a cercarla
ma non darti / per vinto / perche’

chi di gia’ c’e’ arrivato / e ti ride alle spalle

forse si orienta / un po’ meglio / di te…
Epifania a Bardonecchia - 6 Gennaio 2006
Tra un attacco sbagliato
e una piccola stecca
c’è un tenor declassato
che non sempre ci azzecca
 
col buon presentatore
che non ha la scaletta
tutti hanno un timore…
ma la serata è perfetta!
 

giacché la Direttrice

ha ‘l cipiglio severo

ma, come ogni buon “vice”,

ha il sorriso sincero
 
se per questa Befana
non abbiam fatto danno,
‘sta cantata montana
ripetiamo un altr’anno
 
per poter festeggiare
‘sta signora un po’ vecchia
ritornando a cantare
quassù a Bardonecchia!
Capodanno a Bardonecchia - 31 Dicembre 2001
Si sa, le contralte non sono stonate
ma il caro Sergino s’è incazzato di brutto
a causa si poche innocenti risate
scoppiate, parrebbe, a causa di un rutto
Dario, purtroppo, non ha ascoltato
del buon Padre Mario la poesia
è stato, in compenso, assai coccolato
dalla dolce Silvana con la sua energia
Il nostro presidente dei suoi salatini
ha invano negato la paternità
mentre noi, mentendo, cercavamo meschini
ahimè di esaltarne l’augusta bontà
La nostra Valletta, peraltro ha pensato
di farci un regalo, un bel pacchettino
così, di nascosto, ha in fretta incartato
rossa la carta e così pure il nastrino
Soltanto i più tosti da svegli potranno
goder della fine di questa serata
e salutare così il nuovo anno
nonostante i postumi dell’abbuffata
I crucci di oggi saran presto di ieri
nessuno pertanto può star sulle sue
leviamo, allora, i nostri bicchieri
e insieme brindiamo al duemiladue!
Arrivederci ad Antonio
E’ strano che sol la parola “demonio”
si baci in rima col nome di Antonio,
lui che di mitezza è esempio raro
e che in poco tempo s’è fatto a noi caro...
Scherzando mi dicon che torna al paese
e che sarà il coro a farne le spese,
in quanto “Kalinka” è una bella canzone,
ma come cantarla senza ‘l suo vocione?
Un altro cantore potremo sentire,
ma l’uomo giammai si può sostituire:
la carica umana che ci ha trasmesso,
paura, coraggio e, infine, successo
le poche parole, gli sguardi silenti
la spensieratezza dei lieti momenti
e infine il suo grande, incrollabile impegno...
son cose che in noi han lasciato ‘l segno.
Per questo, pensando ai ritrovi di ieri,
sebbene sian vuoti, leviamo i bicchieri
e insieme facciamo auguri di cuore
di buona fortuna al nostro tenore
e uniti stringiamoci in un gesto antico
brindando gioiosi al nostro AMICO!
Firenze - 26 Aprile 2002
Giorno Primo
 La sveglia ci canta una brutta canzone
e alzarsi alle quattro ci vuole coraggio...
stravolti montiamo sul torpedone
che nel quieto russare comincia il suo viaggio.
Un tacito appello ci fa il Presidente
svegliare non vuole chi già riposa
non sa che, tanto, chi ronfa non sente
e “manca qualcuno?” pensare non osa.
Lungo è il tragitto, ma lesto è l’andare
cantando e scherzando arriviamo affamati
non si fa in tempo i bagagli a posare
che tosto veniamo rifocillati.
Sembra una pacchia a chi si ristora
chè per la fame ogni cosa par buona
ma il commensale (meschino!) ignora
che di lì a poco il Maestro ci sprona...
...“Ordunque partiamo!”, esclama in un grido,
sicchè del caffè ci viene negata
la giusta e (direi) necessaria libido
“Tutti fuori per la passeggiata!”
A passo di marcia il Maestro ci mette
(sarebbe più giusto dir corsa leggera...)
nell’ultime file di già si scommette
su chi crollerà ben prima di sera...!
Già chiaro egli ha in testa l’itinerario
ma un fatto ci lascia nel pieno sgomento:
la guida, infatti, la lascia al buon Dario
pochè egli è sprovvisto dell’orientamento...!
Così che girando, un po’ a caso, un po’ a zonzo
lesti iniziamo il volantinaggio
si sa che dei pochi con faccia di bronzo
simile azione è stretto appannaggio...
E via un cinese, un’indù e un allemano
è lunga la lista, del resto... che dire...
Ema ha invitato un americano
‘l suo lesto sproloquio senza capire!
 La sera discende infine sull’Arno
portando frescura e un poco di quiete
lo sguardo un po’ vacuo che scruta d’intorno...
“Non c’è una fontana? Ho un sacco di sete!”
Anela il riposo ogni povero diavolo
ma certo la cosa che resta più ambita
è metter le gambe sotto ad un tavolo
sperando la pasta non sia già finita...!
La gita serale mi fu raccontata
chè ormai passeggiavo di fianco a Morfeo...
solinga ho lasciato la dolce mia amata
di certo son stato un vero babbeo!
Se il coro va in giro (del resto è scontato...!) 
va sempre a finire con un una cantata
i frati contenti hanno certo apprezzato
ma poi son tornati alla loro grigliata...
Infine per quelli che mai sono domi
Beppe ha prontato un bel beveraggio
strani ingredienti è più strani li nomi
nessuno però ha sdegnato un assaggio!!
L’intensa giornata s’appresta a finire
non v’è un che fiati o che chiacchieri ancora
non siamo in vacanza, cerchiam di dormire:
domani ci s’alza alla solita ora...!
Giorno Secondo
Il tristo risveglio ci trova assonnati
ma serba a qualcuno una lieta sorpresa:
Elena ha visto ben due denudati
mentre pel bagno restava in attesa
Ma, vispi e gagliardi, ci sono due tizi
(tra noi “i Babini” chiamarli si suole)
che per visitar Galleria degli Uffizi
si sono levati ben prima del sole
Un altro, solingo, assai presto è partito
segreto ‘l motivo, ‘sì l’itinerario
in mano un mazzetto di fogli gualcito
di chioschi e taverne era ‘l breviario
Frugale e un po’ bigia è la colazione
del resto nessuno si può appesantire
se vuole star dietro al gran cicerone
che il “programma allegato” vuol farci subire
Ricordi di scuola affioran pian piano,
di gite a inseguir professori podisti...
correndo e forzando un pochino la mano
insieme al maestro dribbliamo i turisti
marcia forzata non può perdurare:
non tutti mantengon medesimo passo
il gruppo si deve, così, separare:
qualcuno vorrebbe evitare un collasso...
“Ordunque, troviamoci all’ora di pranzo”
ci dice il maestro, sentendo i lamenti
“di tempo pei giri ne avete d’avanzo,
rompete le righe!” e siam tutti contenti
Nessuno si perde (abbiamo la mappa!)
si va a visitar monumenti e musei
vedendo le code qualcun però scappa
non vuol stare in fila fino dopo le sei!
Al tocco dovremo esser giù al Ponte Vecchio
è questo il ritrovo di tutti i coristi
purtroppo lo sito è noto parecchio
sicchè sgomitiam tra seimila turisti
Taluni bradiscon la pizza o ‘l panino
talaltri vorebber qualcosa di ghiotto
“Vogliamo mangiar come fa un fiorentino?
Un poco di trippa o ‘l buon lampredotto!”
Girando si passa il resto del giorno
così di collina in collina vagando
più che Firenze vediamo il dintorno
per vicoli impervi pian piano arrancando
C’è chi i monumenti osserva rapito
son fatti da artisti e son molto belli
qualche altro è rimasto assai istupidito
a cercar di risolvere due indovinelli
Il pullman ci porta veloci all’ostello
un pasto frugale dobbiam consumare
se, infatti, è troppo pesante il fardello
non vien così facile poscia cantare
Siam presto portati a destinazione
- lo dico soltanto così, per parlare -
infatti un po’ a tutti viene il fiatone
chè un chilometro ancora dobbiam camminare!!!
La chiesa è assai grande, vuota e deserta
somiglia piuttosto ad un capannone
è meglio la porta lasciarla un po’ aperta
così dei passanti chiamar l’attenzione
I nostri invitati son stati contenti
palese in platea correa l’emozione
diverse le lingue, così i continenti
un’unico applauso, macchè un’ovazione!
siam giunti al termine della serata
esausti il capanno lasciam desolato
qualcun però affretta la sua camminata:
è forse perchè lo aspetta un gelato?
Lesto è ‘l tornar con la bocca addolcita
(quel gusto vorrei non andasse più via...)
Ohibò! La giornata non è ancor finita:
infatti ci attende una ghiotta sangria!
Del party s’è sparsa un po’ troppo la voce
è stato davvero un gran successone
la fine del vino è ahimè assai precoce
ne avessimo avuto un altro pintone...!
Madre natura ho assai ringraziato
poichè l’orecchi non m’ha fatto a sventola:
non fossi stato così fortunato
come avrei fatto a leccare la pentola?
Il bravo Carletto volea riposare
sicchè, ignorata ogni sua reprimenda,
le torture di Manu riusci a far cessare
minacciando la mostra delle pudenda
Nel corridoio dei passi sentiamo
sarà il Presidente che sta sempre all’erta?
Lesti alle brande ritorno facciamo:
domani ci tocca cantare in trasferta!
E un’altra giornata così se ne va
e non si può dir che non sia stata piena
a nanna!, la sveglia è all’alba e... si sa...
partiremo distrutti alla volta di Siena!
Giorno Terzo
Grigio è il risveglio che oggi ci attende
un cielo nerastro rovesci promette
infatti la pioggia di lì a poco scende
mettiam gli stivali o bastan le ghette?
Veloci sbrighiamo la colazione
ormai divenuta una formalità
anche per chi mangia come un leone:
sarà perché è scarsa la sua qualità?
Saliamo puntuali sul nostro trasporto
e mentre il maestro l’autista rintuzza
qualcuno sul fondo di già se n’è accorto
nell’aria si spande un’insolita puzza...
Si sente persino uno strano rumore
(pare che prima non lo facesse)
purtroppo proviene dal nostro motore
chissà finchè dura? si accettan scommesse!
Noi tutti speriam la fortuna ci assista
ma ecco una voce che ci rincuora
garrulo e spavaldo esclama l’autista:
“Saremo a Siena in meno di un’ora!”
E infatti si arriva a destinazione
veniam scaricati in un ampio parcheggio
è vero, c’è stata una deviazione,
del resto, però, poteva andar peggio...!
Così un po’ correndo si cerca riparo
chi sotto una pianta chi altrove si alloggia
l’inizio del giro ha un gusto un po’ amaro
e intanto si spera che smetta la pioggia
Prima fermata: una gran cattedrale
potrebbe tener cinquemila persone!
lo stile anche qua è un po’ industriale
però si potrebbe giocarci al pallone...
Il tempo ci sembra voler migliorare
e mentre cerchiam di capire com’è
qualcuno al bagno vorrebbe scappare
qualche altro necessita di un buon caffè
Appena evecuati coloro a cui scappa
guardiamo il maestro non senza apprensione:
dal fondo una voce “Qualcuno ha una mappa?”
assai eloquente la sua esitazione...
“Insomma, Maestro, com’è capitato,
che possa aver fatto un simile sbaglio?!”
Ma lui si schermisce “Eh là! Esagerato!
in fondo si tratta di un mero dettaglio!”
 “Dettaglio una fava!” direbber qui a Siena
"ci serve un tragitto, una carta, uno stampo
se no qua giriam fin all’ora di cena
senza trovare la Piazza del Campo!"
Di grazia qualcuno (ben più previdente)
ha seco recato un bel libricino
contiene una mappa assai esauriente
“Farem fotocopie, aspettate un pochino!”
Ma quando torniam se ne son tutti andati
è inutil cercare di sopra e di sotto:
di certo il Maestro li avrà spronati...
sarà indispettito pel giusto rimbrotto?
Dobbiam ringraziare la tecnologia
se in fretta i compari abbiam ritrovato
bastava discender soltanto una via
fortuna che a Laura abbiam telefonato...
Vagando qua e là si fa mezzogiorno
e, presi i biglietti pel gran campanile,
un lesto ristoro cerchiamo d’intorno
troviamo soltanto lunghissime file!
Scelto qualcosa che a tutti un po’ piaccia
mangiamo macchè! ci ingozziamo di fretta
gli ultimi in mano hanno ancor la focaccia
si va! il bigliettaio mica ci aspetta!!
Ristretta la torre, angusto ‘l cammino,
saliamo picchiando nel basso soffitto
cosi chi è più alto deve star chino
e sol chi è piccino può camminar dritto
In cima arriviamo (non senza ‘l fiatone...)
qualcuno è spaurito per la sua vertigo
qualche altro si sporge ben oltre il bastione
e pien d’entusiasmo esclama “Che figo!”
Ma siamo o non siamo un’allegra corale?
e allor le paure di colpo scordiamo
saliamo ancora due rampe di scale
e un’Ave Maria insieme intoniamo
Ma ecco degli altri che stanno salendo
vorrebbero anch’essi quassù arrivare
il panorama è davvero stupendo
ma indietro ahinoi, ci tocca tornare
Ordunque, che fare? Mangiamo un boccone!
lontano il ricordo del pasto affrettato
l’andar su e giù per quello scalone...
l’ha fatto smaltire! un vero peccato...
Così ci s’infila per vicoli e strade
cercando un negozio, se non l’osteria
troviamo, vagando per le contrade,
panini e vinello da portar via
La visita al Duomo è senz’altro obbligata
ma andando a guardare un po' più da vicino
qualcuno sonnecchia sulla scalinata
ha forse assaggiato un po’ troppo vino?
Han tutti un po’ voglia di stare seduti
andiam così in cerca della corriera...
ma questa è scassata e attoniti e muti
con gl'occhi chiediamo: "E per questa sera?"
“Vi porterà lui!”, esclama ‘l nocchiero
ed indica tosto un signor lì vicino
la mole imponente, ‘l cipiglio severo
guida però, soltanto un pulmino
Sicché c’imbarchiamo sulla furgonetta
pigiati ci stiamo ‘sì come sardine
il viaggio è assai breve, sarà mezz’oretta
ma sembra non giungere mai alla fine...!
Di grande sorpresa la chiesetta è fonte
un po’ industriale ci appare anch’essa
non perché ospiti un carro ponte
ma perché è simile a un’autorimessa...
La cerimonia è solenne e sentita
e ‘l nostro apporto è fondamentale
la stanza infatti di gente è gremita...
stringiamoci un po’ che fa un freddo bestiale!
E dopo la messa e un pasto decente
dal fondo qualcuno domanda cortese:
“Non è che voialtri, a noi brava gente,
dareste un passaggio per l’altro paese?”
Così raggiungiamo la meta serale:
il pubblico è scarso e l’ambiente ristretto
ma con l’Insalata a far da finale Foto del Concerto
son tali gli applausi che temiam per il tetto!
Tra un brindisi e l’altro il morale s’ammoscia
non v’è traccia alcuna del nostro trasporto
ma col vin brülè scompare l’angoscia
e potremmo cantar finché ‘l sole sia sorto...
Ci attende all’uscita una lieta sorpresa
ci è stato inviato un nuovo automezzo!
è valsa la pena restare in attesa:
non può certo dirsi che questo sia grezzo!
Un particolare assai si distingue
nel nostro simposio ed è l’armonia
poiché quando dorme sia ‘l magro che ‘l pingue
insieme russano in polifonia!
La terza giornata finisce così
lavandosi i denti con gli occhi assonnati
tra breve comincia lo spuntar del dì
speriamo ci trovi di già addormentati...
Giorno Quarto
Ben poca è la voglia di camminare
i gruppi s’avviano stanchi e sparuti
qualcuno comincia ben presto a scherzare
ma gli altri sbadigliano e restano muti
 Col bus cittadino si sale in collina
Firenze dall’alto ispira poesia
ma c’è chi si sdraia su di una panchina
e chi va cercando una buona osteria...
Pare che Fiesole non sia adeguata
per noi che, si sa, siam proprio tirchioni:
non si può fare un’onesta mangiata
senza spenderci fior di soldoni!
Allor, poiché il prezzo è alquanto plebeo
e siamo curiosi di dargli uno sguardo
entriam tutti insieme dentro al museo
che qui han dedicato al sommo Leonardo
Di certo il suo genio è noto nel mondo
le sue meraviglie destan stupore
m’attardo tra esse girandovi in tondo
finché non sento un certo languore...
Così il ripiego è assai naturale
perché se ‘l digiuno è certo un bel guaio
si sa che non può andar così male
se c’è ancora in giro qualche trippaio...
 ...Ma, ahimè, di domenica stanno a riposo
anche coloro che vendon per strada
scegliamo un locale, che sia solo ombroso
e speriamo che poi così male non vada...
Dinanzi all’ostello troviam lo Ziggioto
che ci strafulmina con il suo sguardo
“Parlo italiano oppure ostrogoto?
Ho detto «puntuali!» e siete in ritardo!!!”
Tornare, si sa, è cosa ben triste
e se lo sconforto si vuole scacciare
pensando alle cose che insieme abbiam viste
appena partiti iniziamo a cantare...
Così strimpellando tra il sacro e ‘l profano
giungiamo in serata alle nostre dimore
le spalle un po’ curve e le valigie in mano
ma un lieto ricordo ha ciascuno nel cuore
Brusco è il ritorno alla concretezza
Andrea ci richiama con parole "nuove"...
la sua dolce voce ci porta la brezza
“Martedì vi aspetto, puntuali, alle prove!”